Spietato, intrigante, appassionato: le voci di uno… tutto molto sbagliato

Al Combo di Firenze Andrea Paone si esibisce in un triathlon tra i diversi linguaggi della comicità Stand Up

Di Eva Luna

 

Mentre fuori la pioggia non smette di funestare Firenze, all’interno del Combo il pubblico riempie la sala in attesa della serata di comicità dal vivo di Stand Up Comedy  Italia,  prima community italiana dedicata all’umorismo stand up, che organizza eventi dal 2014 ospitando i più interessanti comici italiani in circolazione con spettacoli umoristici di qualità. E in questa serata umidiccia di fine gennaio, la presenza in platea di tante persone di ogni genere e età dimostra che c’è una cosa ancor più trasversale del raffreddore: la voglia di  ridere. Stasera c’è grande attesa per Andrea Paone, un comico giovane, brillante seppur…”Tutto Molto Sbagliato”!

Aprono la serata il duo musicale capeggiato da Pablo Staccoli e poi le esibizioni dei comici Giovanni Fera e Tommaso Carli e non appena l’aria si scalda, ecco arrivare Andrea Paone.

Sul palco ci sono 3 microfoni, tre postazioni diverse che Andrea utilizzerà per dar prova della sua abilità in diversi tipi di comicità: la One Liners, la Stand Up e l’Emotional Stuff.  Un triathlon avvincente e interessante per saggiare la complessità dei linguaggi dell’intrattenimento comico d’oltreoceano.

Andrea entra e si mette davanti al microfono ONE LINERS, che prevede battute secche, non collegate tra loro. E le battute arrivano: anzi, piovono una dietro all’altra.  L’ impatto non è sempre  di facile comprensione perchè non si ha tempo di ragionarci su e di conseguenza la reazione del pubblico si divide fra chi ride di gusto, chi non ride perché non ha afferrato la battuta e chi semplicemente… se l’è persa, perché si sta ancora sganasciando per quella precedente.

Cambio di luci e vi è il passaggio al secondo microfono, lo STAND UP…qui comincia il vero show! Questo è il microfono che da più spazio ad Andrea. Al centro della scena, il suo personaggio si muove con stile ed interpreta la sua comicità come se chiacchierasse a te che sei li, in platea:  racconta aneddoti, le sue avventure, le cose che gli vanno a genio e quelle che non sopporta. Dai ‘toscani che sono spocchiosi’ alle milioni di regole da rispettare quando fai parte di una famiglia di origine ebraica ma anche un po’ livornese,  per poi passare alla sua trasferta americana.  L’odio dei cessi diversi da quello di casa sua,  l’incontro con ‘fighe’ miracolose che lo vogliono ‘accalappiare’. Qui Andrea rappresenta l’amico della porta accanto, sempre con la battuta pronta, quello che ti ferma e te ne racconta una! Un lungo monologo,  non sempre brillante ma che tra vita vissuta e licenza di leggenda scorre impetuoso e naturale.

Terzo ed ultimo microfono: EMOTIONAL STUFF. Questo è il microfono delle emozioni, della comicità di certi eventi che hanno l’insegnamento nel cuore… qui si tocca il vivo del comico (o almeno quanto del suo vivo ci vuole far toccare). Ecco che se ne esce a raccontare di suo nonno, mimando la voce di quando lo svegliava da bambino. “Ogni piccola parte dei nonni rimarrà in voi quando non ci saranno più” dichiara. Racconta del suo essere grasso da bambino, di come rifiutato dalla ragazzina che gli piaceva si era creato un rapporto problematico con il cibo fino ad accorgersi che il problema vero era che “non credeva in se stesso, e si se stesso era diventato orfano”. Tutte confessioni di vita che lanciate da un palcoscenico diventano sano, liberatorio materiale per una risata.

Insomma stasera al Combo di Firenze  Andrea Paone ci ha messo a parte di quanto tutto nella sua vita fosse “Tutto molto sbagliato.” Ma adesso che è sulla buona strada, possiamo dirgli semplicemente: bravo Andrea!