La carica dei Giganti sconfitta dagli applausi

I Giganti Della Montagna al Teatro della Pergola per la regia di Gabriele Lavia

Di David Della Scala

Quando si assiste ad una rappresentazione come quella de I Giganti Della Montagna con la regia di Gabriele Lavia avviene qualcosa di straordinario. All’improvviso ci si rende conto di essere parte di un patto, un patto che da entrambe le parti è stato pienamente rispettato.

Parliamo di un testo importante che, senza eccesso di enfasi, può esser definito come l’incompiuto testamento artistico di Luigi Pirandello, insomma qualcosa che ahimè, non può esser altro che difficile. Dal canto suo, Lavia ha scelto di mettere in scena ogni parola, senza tagli e senza aggiunte e di conseguenza al pubblico di questi Giganti  sono stati richiesti tutta la concentrazione e lo sforzo necessari ad adempiere al suo ruolo attivo nel meccanismo teatrale. Ma la ricompensa è stata sorprendente…e magica.

Sorprendente e magico è che in un’ opera dove uno dei personaggi principali non fa che ripetere che il teatro è morto e che non ha più senso andare per il mondo a recitare per qualcuno, sia invece racchiuso un dispositivo che può coinvolgere tutti, pubblico e attori, nell’evocazione della bellezza e nella materializzazione della poesia.

Si dice che in Cotrone, mago, poeta, sacerdote e cialtrone, Pirandello abbia impresso tutta la sua disillusione, il suo sentimento di inutilità nel tempo che egli vedeva come il tramonto dell’era teatrale. Eppure nella dialettica tra Cotrone e la Contessa Ilse (interpretata da una magnetica Federica di Martino), nello scontro tra il puro oblio dell’assoluto e la poesia che vuole sacrificarsi alla famelica grettezza dei Giganti della Montagna, ecco che risuona il raffinato accordo dell’arte teatrale.

Finzione e realtà, pubblico e attori: anche nella bellissima scenografia ideata dallo stesso Gabriele Lavia e realizzata da Alessandro Camera, la villa degli Scalognati è un teatro diroccato che in continuità con la struttura della platea e dei palchi della Pergola edifica un ambiente circolare e speculare dove il palcoscenico diviene una linea di confine tra le due facce opposte del riflesso. E durante la rappresentazione quello tra palcoscenico e platea non sarà l’unico confine valicato dagli interpreti dello spettacolo.

L’estetica visiva e interpretativa ha complessivamente il sapore di un racconto medianico, esoterico. Un doppio percorso che condurrà ciò che è materiale e borghese al perdersi nel perturbante e ciò che invece rappresenta il metafisico ad accettare la pesantezza e la tangibilità del mestiere dell’arte.                                                          Tra le sonorizzazioni curate da Antonio Di Pofi e sotto le luci di Michelangiolo Vitullo (particolarmente suggestivo il ricorrente raggio verde che allude alla nota fascinazione di Pirandello per lo spiritismo) i membri della Compagnia della Contessa finiranno per aderire alle sembianze dei pupazzi e degli Scalognati sodali a Cotrone…e viceversa, nel progressivo e delicato dialogo dei costumi di scena preparati da Andrea Viotta.

Gabriele Lavia ha spesso parlato apertamente della sua titubanza nel mettere in scena testi contemporanei e di quanto preferisca continuare a lavorare sui classici moderni, come quelli di Ibsen o di Pirandello. E quando alla fine dello spettacolo il minaccioso frastuono della carica dei Giganti della Montagna viene sconfitto dal fragore dei nostri applausi, il motivo della sua scelta ci è chiaro. Contemporaneo è tutto ciò che al di là del tempo valga la pena raccontare.

 

 

 

24 ottobre – 3 novembre | Teatro della Pergola

(ore 20:45, domenica ore 15:45; riposo lunedì 28 ottobre)

Fondazione Teatro della Toscana

in coproduzione con Teatro Stabile di Torino, Teatro Biondo di Palermo

Gabriele Lavia

I GIGANTI DELLA MONTAGNA

di Luigi Pirandello

la Compagnia della Contessa Federica Di Martino, Clemente Pernarella, Giovanna Guida, Mauro Mandolini, Lorenzo Terenzi, Gianni De Lellis, Federico Le Pera, Luca Massaro
Cotrone detto il Mago Gabriele Lavia
gli Scalognati Nellina Laganà, Ludovica Apollonj Ghetti, Michele Demaria, Simone Toni, Marika Pugliatti, Beatrice Ceccherini
i Fantocci (personaggi della Favola del figlio cambiato) Luca Pedron, Laura Pinato, Francesco Grossi, Davide Diamanti, Debora Rita Iannotta, Sara Pallini, Roberta Catanese, Eleonora Tiberia
scene Alessandro Camera
costumi Andrea Viotti
musiche Antonio Di Pofi
luci Michelangelo Vitullo
maschere Elena Bianchini
coreografie Adriana Borriello
regista assistente Francesco Sala
assistente alla regia Angelica Fei Barberini
regia Gabriele Lavia
produzione Fondazione Teatro della Toscana
in coproduzione con Teatro Stabile di Torino, Teatro Biondo di Palermo
con il contributo della Regione Sicilia
con il sostegno di ATCL Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, Comune di Montalto di Castro e Comune di Viterbo
foto Filippo Manzini