Il Premio Ubu a Pupi e Fresedde: una sorpresa, ma non troppo

 

Angelo Savelli e Il Teatro Di Rifredi vincono il Premio Speciale Ubu 2019 per l’impegno nel diffondere la nuova drammaturgia internazionale

Di David Della Scala

 

“Il teatro ti sveglia” recita il nome della stagione 2019-2020 di Rifredi. E all’indomani della 42esima edizione dei premi Ubu , il teatro di Via Vittorio Emanuele si è svegliato vincitore del riconoscimento speciale che i 64 votanti del referendum, tra critici e studiosi teatrali hanno assegnato al Centro di Produzione Pupi e Fresedde e al regista Angelo Savelli “..per l’intenso lavoro di traduzione, allestimento e promozione della nuova drammaturgia internazionale.”

Nel corso delle sue 42 edizioni il Premio Ubu per il Teatro, curato dall’Associazione Ubu per Franco Quadri, ha celebrato quanto di meglio potesse offrire la scena teatrale contemporanea, in termini di innovazione ma anche e soprattutto di effettivo valore artistico. E in questo senso, il fatto che il lavoro di Angelo Savelli e di Pupi e Fresedde sia stato segnalato dagli esperti dell’Ubu, è una bella notizia. Ma a pensarci bene, non proprio una sorpresa…

Il colto e strutturatissimo Tebas Land dell’uruguaiano Sergio Blanco, l’ironia di Rémi De Vos in Alpenstock, la scomoda bellezza della drammaturgia del catalano Josep Maria Miró, o ancora quella Walking Thérapie importata dal Festival Off D’Avignone che è diventata un appuntamento imprescindibile dell’estate fiorentina: chi ha avuto modo di frequentare Rifredi e assistere a questi spettacoli sa bene che dietro a tutti traspare il grande innamoramento di Angelo Savelli per la loro drammaturgia. Un Savelli che prima di essere regista, è stato uno spettatore che davanti a quei testi si è stupito e che ha voluto portarsi quello stupore indietro per poi condividerlo con il pubblico del Teatro Di Rifredi.

E così un teatro in quella che era la periferia di Firenze è diventato un luogo dove non solo poter venire in contatto con scritture diversissime per genere, tenore e provenienza, ma anche incontrare di persona gli  autori e ascoltarli parlare del loro immaginario, della loro idea di teatro contemporaneo: le presentazioni dei bei volumi editi da Cue Press dove sono state pubblicate le traduzioni dei testi integrali di Mirò e Blanco ad opera di Angelo Savelli, alla presenza dei due autori.

A volte il teatro sembra avere paura di essere teatro. Irrepetibilità, coraggio di osare (o magari di sbagliare), coinvolgimento fisico ed emotivo: caratteristiche preziose che gli sviluppatori degli altri media si affannano a raggiungere e che invece il teatro possiede già fisiologicamente. Eppure mentre molti lo rincorrono, paradossalmente il teatro si ferma per copiare chi gli sta dietro. E quando si trincera dietro agli spettacoli prodotti con lo stampino o al contrario alle vuote autocelebrazioni “di nicchia”, la giustificazione più o meno esplicita è sempre una sola:  è colpa del pubblico, che non capisce niente.

Invece, sull’intelligenza del loro pubblico Il Teatro Di Rifredi e Pupi e Fresedde hanno scelto di scommettere. E questo val bene un Ubu.

 

(nella foto Antonella Questa e Ciro Masella in Alpenstock)