Psichiatria e arte

Le Ex Leopoldine di Firenze hanno ospitato la mostra di Domenico Fargnoli

Dal 21 dicembre 2019 al 3 gennaio 2020, la sala delle Ex Leopoldine di Firenze in Piazza Tasso ha ospitato l’esposizione di disegni, dipinti e sculture dell’artista, psichiatra e psicoterapeuta Domenico Fargnoli, intitolata “Psichiatria e arte”.

Durante le giornate espositive, si è svolto anche l’incontro dibattito “Psichiatria e arte: una nuova estetica?”.

 

 

In occasione del finissage della mostra “Psichiatria e arte”, abbiamo intervistato Domenico Fargnoli.

Siamo giunti alla giornata conclusiva. Come è andata?
La mostra è andata benissimo: grande e inaspettata partecipazione di pubblico al convegno all’interno dell’esposizione, sul rapporto fra psichiatria e arte. È un ambito che va ulteriormente approfondito e divulgato.

 

Psichiatria e arte: perché accostare questi due mondi?

Il mondo della psichiatria e quello dell’arte condividono un interesse per l’uomo considerato come portatore di un pensiero irrazionale. Lo psichiatra esplora la realtà non cosciente per scopi terapeutici, mentre l’artista attinge ad essa per le sue creazioni.

Qual è il rapporto tra psichiatria e arte intesa come oggetto dell’estetica?

La psichiatria nelle sue ricerche più attuali ha elaborato una nuova antropologia, una nuova concezione dell’uomo la cui identità non può più essere definita dalla razionalità e dalla coscienza come ha sostenuto il logos occidentale. Ad una nuova antropologia corrisponde una nuova estetica, se vogliamo utilizzare questa parola coniata da Baumgarten nel 1750, una nuova concezione dell’arte nonché sensibilità artistica cioè definizione di ciò che è bello.

Sia l’arte che la psichiatria sono collegate all’immagine, nel caso della psichiatria alle immagini dei sogni. Qual è la differenza?

I sogni sono fatti di immagini dette appunto immagini oniriche non coscienti che emergono quando il soggetto è immobilizzato nel sogno. L’artista usa invece per creare l’immagine non cosciente ma nello stato di veglia disponendo di tutta la sua sensibilità e possibilità di movimento

 

Lei è psichiatra e psicoterapeuta, autore di numerosi saggi e articoli. Ha organizzato negli numerosi convegni fra cui Psichiatria e diritti umani, La psicoterapia delle psicosi e Le istituzioni psichiatriche, Migrazione e malattia mentale, Pericolosità’ sociale e malattia mentale, Una nuova prospettiva sul delirio. E’ stato per 15 anni docente di psicoterapia e di psicoterapia psicoanalitica presso l’Universita di Siena. E’ fondatore, insieme a Massimo Fagioli e redattore della rivista di Psichiatria e psicoterapia Il sogno della farfalla. Dalla fine degli anni ’90 si è occupato di Psichiatria e arte anche in veste di artista, animando laboratori artistici e allestendo mostre in prestigiosi ambiti istituzionali. Cosa l’ha spinta a cimentarsi nell’arte, un campo diverso dalla sua formazione?

La motivazione e l’esigenza espressiva sono maturate durante la mia formazione come psicoterapeuta con Massimo Fagioli, famoso psichiatra scomparso recentemente. Mi sono reso conto che, accanto al linguaggio articolato, potevo utilizzare anche quello figurativo per elaborare complesse narrazioni che derivavano da collettivi di persone impegnate nella cura e nella ricerca relativamente alla propria realtà psichica.