Petrolini è quella cosa…che racconta Ballantini

 

Dario Ballantini propone al pubblico del Teatro Di Rifredi un viaggio nell’arte del grande comico romano

Di David Della Scala

 

«Petrolini è quella cosa che ti burla in ton garbato, poi ti dice: ti à piaciato? Se ti offendi.. se ne freg.»

Erano gli anni 30 del secolo scorso quando con questi versi, Ettore Petrolini si divertì a dare una descrizione di sé. Lo stile è quello maltusiano, ovvero ispirato (dove ispirato si può leggere come “che ha tanta voglia di prendere per i fondelli”) al pensiero di Thomas Malthus, acceso sostenitore della pratica del coitus interruptus.                          Insomma…uno scherzo, una burla, niente da prendere troppo sul serio. Eppure in queste parole tronche c’è la sfacciata ammissione di un provocatore e c’è tutta l’essenza di Petrolini.

Un buffo ometto che saliva su un palco con una pesante maschera di cerone sul volto affilato e che piano piano iniziava a prendere in giro il pubblico. Gigi Il Bullo, Salamini, la Sonnambula, Gastone: la rumorosa, indisciplinata e felicemente ignorante platea che era l’Italia della prima metà del 900, non si accorgeva che i personaggi di Petrolini altro non erano che i ritratti di chi stava seduto in sala. Si rideva, rideva e rideva. E al massimo si pensava che quell’ometto buffo sul palco stesse facendo il verso al nostro vicino di posto, ma di certo non a noi. La micidiale efficacia della comicità di Ettore Petrolini era una catapulta che sapeva fare leva sull’ipocrisia di chi pensa che ride bene chi ride per primo.

Dario Ballantini, comico, pittore, imitatore e un po’ scienziato della risata arriva al Teatro di Rifredi riproponendo un suo giovanile cavallo di battaglia: “Ballantini e Petrolini”. Diretto da Massimo Licinio e accompagnato dalla fisarmonica di Marcello Fiorini, l’artista livornese su un palco allestito come fosse un camerino, non solo ripercorrerà i personaggi dell’immaginario petroliniano, ma articolerà con il pubblico una riflessione sui meccanismi comici dello storico attore romano. L’intento è quello di far ridere, ridere e ridere, certo. Ma anche e soprattutto, di recuperare la memoria di quello che era il mestiere del comico agli inizi del secolo scorso: un arcipelago di carrozzoni popolato da guitti e geni, da  saltimbanchi e cenciosi talenti. Da lì sarebbe partito tutto, l’avanspettacolo, il varietà, il cinema neorealista e la commedia all’italiana.

Quello che Dario Ballantini propone è un viaggio nel “popolare” che non teme di essere colto. Un viaggio al termine del quale, forse non avremo più vergogna di ridere di noi stessi.

 

 

da giovedì 16 a domenica 19 gennaio al Teatro di Rifredi

(feriali ore 21 – domenica ore 16:30)

Licinio Productions

BALLANTINI & PETROLINI

atto unico tratto dalle opere di Ettore Petrolini

scritto e interpretato  da Dario Ballantini

alla fisarmonica Marcello Fiorini

regia  Massimo Licinio

scenografia Sergio Billi | costumi Dario Ballantini e Nadia Macchi