Il buon senso ai tempi del Corona

Di David Della Scala

 

E alla fine ci siamo: l’Italia è zona rossa. O meglio, zona protetta… che è tutta un’altra cosa. A poche ore dall’emanazione del decreto legge del Presidente del Consiglio, il paese attende la reazione dei prefetti locali che determineranno in che modo saranno declinate sui territori le indicazioni del Ministero dell’Interno. Qualcuno parla di misure draconiane ma in linea generale c’è grande plauso per la decisione del Governo e aldilà delle proteste degli irriducibili, delle rivolte nelle carceri e dei più pindarici negazionismi, l’Italia appare come un villaggio di persone responsabili e disposte al sacrificio durante “l’ora più buia” di churchilliana memoria. Almeno sui social: lo dimostra il fatto che ormai da giorni gli appelli sotto l’hashtag #iorestoacasa e i post infuocati di utenti che denunciavano le fughe di massa dalla Lombardia e dalle province focolaio del virus Covid19 sono riusciti a sommergere lo sbraitio dei complottisti e dei benaltristi che minimizzavano l’emergenza sanitaria nazionale. Una vera sorpresa, lo dico senza ironia, per un paese spesso definito autarchico e individualista che invece si dimostra disposto a rinunciare a delle libertà personali in nome della salute pubblica. E per giunta, a MOLTE LIBERTA’ PERSONALI.

Così, da domani non si potrà uscire di casa se non per comprovate esigenze lavorative, di salute o di approvvigionamento alimentare. O tuttalpiù per portare il cane a pisciare, và…perché è solo una questione di buon senso.

E’ al buon senso che gli Italiani si sono appellati quando, a ragione, hanno condannato chi invece di starsene in quarantena se ne è andato in settimana bianca e di conseguenza sarà affidata al buon senso la gestione del gap tra la drasticità delle nuove misure proclamate dal Governo e la loro palese inapplicabilità, nonché la notevole confusione tra ciò che è opportuno e ciò che è legge.

Nel segno del buon senso, l’italia troverà la ragione per la quale cinema e teatri sono stati chiusi  mentre invece è stato concesso ai centri commerciali di amministrare, gestire e sfruttare l’aggregazione delle persone. E di certo sarà il buon senso a guidare il giudizio di quel poliziotto quando coglierà uno di quei responsabilissimi italiani nell’atto di allungare il legittimo tragitto da casa a lavoro per andare a bersi un piccolo illegittimo caffè con un amico, tanto per spezzare la monotonia di #iorestoacasa.

Trionferà il buon senso. Il buon senso che mette sempre una pezza a tutto e che rende inutili pallosissime riflessioni sui diritti, sull’identità storica e politica. Perché in ogni momento di crisi, il buon senso ci ha aiutati a campare. Perché non dovrebbe funzionare anche adesso?

Il buon senso ci ha sempre resi migliori. Come quando guardavamo un film di Alberto Sordi pensando che quello sullo schermo non eravamo noi, ma il nostro vicino di posto.

Non mi fraintendete, vi prego. #iorestoacasa e ubbidisco, pisciate del cane a parte. Magari ci risentiamo tra una decina di giorni.