L’Albania e gli aiuti all’Italia: amicizia, retorica e democrazia

Trenta medici e infermieri inviati dall’Albania per l’emergenza Coronavirus. Il premier Edi Rama: “Italia, non camminerai mai da sola”

Di David Della Scala

 

La retorica, come tutte le altre cose dela vita non fa male di per sè ma per tutte le cose che le stanno dietro: persino quando è un bel pacchetto per incartare graditi aiuti medici. From Russia with Love, la grande amicizia Italia-Cina…Il nostro paese oggi vive sotto un continuo bombardamento di retorica, interna e esterna. Ma ce ne è una, almeno una che indipendentemente dalle sue intenzioni acquisisce un sapore diverso, un significato che travalica l’opportunità politica.

Non certo per la sua onestà intellettuale perchè fa riferimento a qualcosa che non c’è mai stato, ovvero il mito di un’Italia generosa e disinteressata. Negli anni 90 il mondo era più piccolo e anche io ero solo un ragazzino, ma ricordo benissimo le scritte sui muri che recitavano “Albanesi, tutti appesi.”. Ricordo cosa erano gli albanesi per noi: ospiti sgraditi, “feccia” su cui riversare tutto l’odio di noi italiani-brava gente. E il loro paese era una terra di nessuno su cui poter esportare il nostro malaffare, le nostre speculazioni imprenditoriali.

Eppure dietro la retorica di Edi Rama, aldilà dei giudizi sulla sua figura, dietro quel suo “Italia non camminerai mai sola”, c’è una realtà effettiva e ineluttabile: l’Italia è il paese di molti Albanesi.
Gli albanesi che sono arrivati qua per lavorare, per vivere in un momento di grande difficoltà e quelli che oggi continuano a scegliere di vivere in italia per il sacrosanto diritto di cittadini che trasferiscono la propria vita in un altro paese democratico. Gli albanesi che sono nati qua da almeno due generazioni e che sono italiani e nel contempo albanesi. Che sono i nostri colleghi, i nostri vicini, i nostri mariti, le nostre mogli, i nostri capi e i nostri dipendenti, i nostri compagni di studi, gli amici con cui condividiamo sbronze, litigate e abbracci. Quelli che erano gli altri e sono diventati noi.
Dietro quella retorica, oltre Edi Rama, c’è una grande verità: l’italia non è sola o meglio… non è solo Italia ma anche Albania.
Dietro quelle parole c’è il riconoscimento di un piccolo, grande e forse incidentale successo nel turbolento esperimento che si chiama democrazia: quello che fa diventare un paese una casa, un luogo dove i diritti e le opportunità siano un linguaggio attraverso il quale altre aspiranti democrazie sappiano parlare l’una con l’altra. Un linguaggio così potente da superare la retorica che gli sta davanti.

Alcuni dicono che la democrazia sia un sogno, ma nei sogni quando si vuole dire qualcosa, le parole non ci escono di bocca.
Alcuni dicono che in democrazia si parla troppo…credo che debbano far pace col loro cervello.